domenica 20 febbraio 2011

Flash & SEO

Arcano mistero... o meglio "ar cane"... perché ormai è una falsa chimera. Affrontare una campagna SEO e quindi stimolare le capacità di un SEO professionista, non può scontrarsi con la falsa (e tendenziosa) affermazione che FLASH (Adobe) e i motori di ricerca, non vanno d'accordo. E' chiaro che quando parliamo di motori dobbiamo fare riferimento al MOTORE. Tutto il resto porta poco traffico e serve soprattutto in termini di link popularity.
Google apprezza (attenzione... apprezza, non è che ne vada matto) i siti fatti in flash. E' chiaro che l'operato del SEO deve sopperire alle eventuali mancanze di testo PURO con vari escamotage riportati sportivamente nelle pagine e senza essere truffaldini. Se il contenuto delle pagine infatti è meno evidente e pronunciato di un sito puro testo, è chiaro che devono intervenire altri parametri.

Ma dai nostri CASE STUDY è evidente come in termini di visibilità e traccia dei contenuti, Google non solo "apprezza" il contenuto FLASH di un sito, ma lo usa (pescando dal suo testo che deve essere testo reale e non tracciato) nella descrizione del risultato.

Diffidate dunque da chi vi dice con la massima certezza che Flash non è indicizzabile. Flash è uno strumento che per molti rappresenta il core business aziendale, penalizzare questa fetta (anche ampia) di professionisti condurrebbe ad un web monotematico ed in efficace... oltre che monotono.

Spazio quindi al FLASH - se lo desiderate - senza precludere MAI la creatività, ma facendo SEMPRE attenzione che questa NON degeneri a sfavore della comunicazione.

NB. Abbiamo parlato di SEO.

Andrea Testa

martedì 15 febbraio 2011

Analisi dati CTR

Vorrei pubblicare una serie di numeri relativi al CTR derivante dai click su posizionamenti organici e sponsorizzati in prima pagina di Google. Ho pensato però che soluzioni di questo genere siano più idonee ad una sezione CASE HISTORY (o case study) che prima o poi implementeremo sul nostro sito web... Ed allora come sempre diciamo, VI DOVETE FIDARE.

E' chiaro che tutti i San Tommasi del pianeta - e che ci leggono - vorranno dei numeri concreti ed un'analisi basata su grafici e dati reali. Questo per il momento non possiamo farlo.

Ma l'oggetto del contendere è comunque il dato CTR che emerge.
Analizzando un campione di realtà in diversi settori che con la stessa parola compaiono sia nelle prime posizioni organiche (le prime 3/4) della prima pagina, sia nelle prime posizioni sponsorizzate, il CTR è tra 5 e 10 volte più alto sulle sponsorizzate che nelle organiche.

Questo fondamentalmente significa che la fiducia in un annuncio corretto e ottimizzato è attualmente più focalizzata alla corrispondenza pay che a quella free.

Purtroppo l'uso smodato e piratesco (soprattutto in passato) degli indici sulle pagine organiche, ha portato ad un disamore e disinteresse nei confronti di questi risultati, privilegiando quindi accessi che con pochi click - e di conseguenza con poca selezione nella scelta - portino ad un risultato preciso, in base alla reale attinenza con la ricerca.

Insomma... gli utenti si fidano di più di chi paga... piuttosto di chi "non è disposto a pagare"... e se pensate che ottimizzare in SEO è più costoso comunque che ottimizzare in SEM... il gioco è fatto.

venerdì 28 gennaio 2011

La cultura del lavoro, il SEM ed i FEED

La cultura del lavoro è quella che - valutate le proprie forze - ti mette in condizione di capire che il mondo non ruota intorno a quello che vorresti essere. Il mondo ruota intorno a quello che sei.

(chiusa parentesi)

Parliamo di cose serie... Annunciamo con ritardo l'uscita dell'ultimo podcast (che diverrà presto penultimo), dedicato al SEM.
Dopo aver parlato del significato di SEO (Search Engine Optimization), nell'ultimo podcast (disponibile qui: http://itunes.apple.com/podcast/blubit/id397601289) affrontiamo il Search Engine Marketing.

Tanto per fare le cose al contrario di come devono essere fatte (mi riferisco al forum... eh...) anticipiamo l'uscita del podcast dedicato ai FEED, nel quale indichiamo il perché questi siano utili in ambito indicizzazione e senza analizzarne il reale veicolo di utilizzo.
Un modo nuovo (e quasi "segreto") di interpretare questi gioielli di programmazione.

sabato 27 novembre 2010

Il SEO in podcast

Lanciatissimi (come lumache) proseguiamo la realizzazione dei nostri podcast "informatici". La fine del mese di novembre apre le porte alle differenze (misteriose) che ci sono nell'indicizzazione e legate ai termini SEO e SEM. Il primo podcast parla infatti di questo... della definizione - vocabolario alla mano - del termine SEO.

Nel podcast non parleremo chiaramente di fantomatiche soluzioni per regalare visibilità ad un sito web, ma offriremo buoni spunti per comprendere almeno superficialmente a che cosa ci si riferisce e che cosa ci si deve aspettare, quando si parla di ottimizzazione SEO.


Andrea Testa

sabato 30 ottobre 2010

Completata la trilogia Podcast sulla navigazione mobile

In alcuni casi può risultare noioso leggere per 15 minuti in fila un'informazione... per quanto preziosa possa essere. E allora non c'è niente di meglio che farsela leggere... e ascoltarla. Con questo ultimo podcast sulla navigazione mobile, concludiamo quindi la trilogia dedicata alle differenze tra WWW e NET, spingendoci con la voluta (e dovuta) approssimazione in quello che è il mondo prettamente grafico-stilistico di un contenuto mobile, sia esso un'applicazione (iPhone ad esempio) o un sito mobile.
Augurando e sperando di regalarvi un prezioso quarto d'ora istruttivo (senza arroganza, ma solo per dovere di personale cronaca), rimettiamo quindi il link alla pagina iTunes Podcast di Blubit.


Andrea Testa

domenica 3 ottobre 2010

Web e WebMobile #1

Sono molte le cose da dire su questi due mondi.
E veramente tante quelle che richiedono decine di pagine di approfondimento... per comodità vorrei quindi esprimere alcuni concetti... condivisibili o meno, ma davvero in questo caso non troppo soggettivi, su alcuni aspetti che riguardano le differenze tra navigazione web e navigazione web mobile.

Parto quindi con questa prima:
E' necessario tenere sempre presente che quando si progetta un sito web che verrà consultato da un computer, la sua fruibilità - a prescindere dal target di mio interesse - dovrà essere standardizzata alla navigazione di tutti gli utenti che usano quel computer.
Un sito che vende un prodotto, dovrebbe essere accessibile non solo all'utilizzatore finale del prodotto, ma anche a coloro che lo vogliono consultare magari proprio per regalarlo all'utilizzatore finale.
Facile dunque... chiarezza, uso di un certo "protocollo" nella diffusione delle informazioni e soprattutto un bello schermo grande dove tutto è a vista e in primo piano.

Ma lo stesso sito per la navigazione mobile?
La navigazione mobile è personale. Privata! Chi usa QUEL telefono sarà SOLO il proprietario DEL telefono! Quindi il sito sarà verosimilmente strutturato affinché il REALE utilizzatore finale ne assimili le informazioni.
Difficile impostare una ricerca a tappeto su un telefono quando le informazioni potrebbero essere più comode da raggiungere da un qualsiasi PC a casa o in ufficio. Chi regala il prodotto... non avrà interesse alla consultazione mobile di quel sito.

Quindi... tenere sempre a mente... PC = pubblico e MOBILE = privato.

Andrea Testa

sabato 25 settembre 2010

iBlubit

E' un feed aggregator... niente per cui strapparsi i capelli. Ma in una generazione di internauti dove tutti usano la parola "viral marketing" anche per comprare aringhe e pomodori, il feed aggregator ci sta come il prezzemolo. Un feed aggregator è uno strumento genericamente usato per raccogliere... anzi convogliare, i feed di interesse del cliente, direttamente in un'unica piattaforma.
Il feed aggregator per iPhone, dedicato ovviamente ai feed dell'azienda comunicante, è invece uno strumento di predominanza sugli altri predatori.
In pratica non solo testimonia che l'azienda è consapevole - e SENSIBILE - alle variazioni tecnologiche, ma consente all'azienda stessa di avere uno strumento di contatto diretto con i propri clienti.
Farlo scaricare gratuitamente poi, su Apple Store, vuol dire espandere le capacità di proiezione della propria azienda. Aumentano le chiavi sui motori. Il nome viene inglobato su portali... e poi semplicemente "se ne parla".

Dotare la propria azienda di un'applicazione iPhone, anche "solo" di feeding, è una delle [attuali] chiavi per una buona incidenza mediatica.

Date un'occhiata su www.blubit.it. Saltate anche voi sul treno iPhone.

Andrea Testa