sabato 19 novembre 2011

Il punto... prima di prendere sonno...

Quando non si sa cosa scrivere, perché grazie a Dio, il lavoro ti impedisce di pensare a qualcosa di intelligente da dire... ci si sdraia a letto e prima di dormire si pensa a mente aperta.
E' proprio vero che in quel momento... mentre ti sforzi di dormire perché hai poca voglia di pensare... tutto ciò che ti viene in mente è negativo... passa il sonno e allora è tutto più difficile. Sale l'ansia, aumenta la rabbia... e il sonno diventa tuo nemico... un miraggio.

Allora ti sforzi di pensare a cose allegre. In 40 anni ho riso tanto... però dopo 20 anni che fai lo stesso lavoro... ed un secondo prima ti sei bruciato il sonno, proprio per colpa di sfumature antiperfezionistiche che ti mangiano il fegato e che iniziano con la L come lavoro... allora bhé... ridi... ma pur sempre di lavoro parli.

Insomma... tutto questo per dire che... io ho una bella vita, la Blubit è una bella azienda... i nostri commerciali vengono "provvigionati" in modo importante... ma insomma... per ogni bravo commerciale ce ne sono 10 che non capiscono.

Una provvigione alta non è forse una risorsa?
Una provvigione alta non è forse un metodo per lavorare meno, ma con più intensità...?

Pare di no... provvigione alta vuol dire vendere a due spicci, tanto mi metto in tasca un sacco di soldi.

Arrivo a dire questo dopo cose apparse sul forum di AdWords... o lette in altre parti... dove si diffamano aziende (non la Blubit... ci mancherebbe) sane per come i commerciali propongono i servizi.

Insomma... ecco bene... insomma... l'ho già detto troppe volte in questo post... vuol dire che avrei voluto concludere il discorso prima di averlo iniziato.

Saluti
Andrea Testa

lunedì 31 ottobre 2011

Su YouTube: Casa Blubit e non Blubit

Tutto come sempre nasce da un perché. Se proprio devo scavare, il perché di questi (prima) podcast e (poi) video, era quella di testare la rete in ambito social media, ma non solo. YouTube stesso ha un suo SERP che oltre tutto è legato anche a Google.
La sfida era interessante.

Poi però analizzando i commenti e la partecipazione, ci siamo accorti che il pubblico era caratterizzato da addetti ai lavori, più che da nuovi clienti.
E questo non era previsto. Ma alla fine di tutto... quello che conta è la popolarità e l'affidabilità che il brand si crea.
Quindi... anche poter dare aiuto a colleghi era uno stimolo interessante.

Facendo girare questi contributi tra i nostri commerciali è inoltre emerso quanto questi potessero far comodo anche a loro. Concetti magari non chiarissimi, si stavano piano piano scavando un buco in un immenso muro di nebbia.

Dati interessanti e/ma fuori idea iniziale.

Poi è successo l'inverso.
Aumentando i contributi, questi sono diventati anche monetizzabili.
Infatti le guide non solo stanno premiando la nostra SEO... ma sono divenuti anche ottimi spunti per alcuni clienti.

"Mi spieghi questo?" - "Ma certo... guarda qui...".

Insomma... da una strategia di test, un ritorno sull'investimento inatteso e fortemente performante in termini di risparmio sulle ore della produttività.
Un video di 5 minuti, male che vada, ti snellisce il lavoro di decine di ore.

Alla fine però c'era da capire come effettuare la "regia" di questi (infine) video.
Vestirsi a festa, dalla bella e pulita scrivania dell'ufficio, con alle spalle quanto di bello e freddo l'ufficio può offrire... per cosa? Per fare una guida a persone (il 70%) che bene o male ti conoscono?

Interpretare le ore di ufficio per sfornare video sarebbe stato utile?

Non lo so. La risposta d'impeto è stata prima si.
Poi tirando le somme... forse no.

Costruire filmati da casa... nel "caldo" sole del meriggio... con luci che arrivano dai due acquari che ho nello studio... a volte la luce blu che mi trasforma in puffo... altre la luce bianca che mi rende poco presentabile... L'effetto non ha disturbato.
Il flusso è proseguito, i complimenti anche. Le nebbie sono state diradate. Il SEO restituisce un buon SERP.
Il ROI aumenta...

Insomma... nell'epoca degli acronimi... forse il "divano" di casa funziona pure meglio.

Andrea Testa

martedì 4 ottobre 2011

Blubit su YouTube

E alla fine arriva... Blubit.
Senza troppo farci pesare questo ritardo, ritengo che la piattaforma di condivisione video, rappresenti oggi il miglior veicolo per presentare contenuti di attualità.
Prima scatenante tra tutti... la forza SEO della piattaforma (anche in ambito SERP Google).

Avevamo iniziato realizzando podcast e sinceramente anche con discreto successo. Buone le critiche e i suggerimenti che arrivano e conseguente spinta a cercare sempre di far meglio.

Ma oggi YouTube è sicuramente molto più che un semplice podcast.
Prima di tutto la possibilità di vedere l'oratore, è sicuramente molto importante. Senza strafare con scenari costruiti e location da favola, parlare di internet o di quello che si vuole comunicare, attraverso il proprio ufficio è un modo sereno e sincero di avvicinarsi al cliente.

Il cliente - è evidente - è ancora restio ad un contatto esclusivamente telefonico.
La video-conferenza aiuta... e molto. Ma conoscere il proprio interlocutore, ancora prima di averci parlato è sicuramente un punto di vantaggio.

Non abbandoneremo i podcast (che sono raggiungibili nella nostra pagina cliccando qui), ma piuttosto li metteremo in pausa... proseguendo idealmente con il nostro canale video, del quale vi daremo presto notizie ed aggiornamenti.

Andrea Testa

domenica 18 settembre 2011

Consulenza Google AdWords

Promesse mantenute.
È questo il centro essenziale della consulenza su campagne Google AdWords. Questo perché il PPC - cioè il pay-per-clic, o meglio paga per ogni clic che ricevi - è essenzialmente la garanzia di ottenere risultati a fronte di una spesa (minima) da destinarsi ad ogni chiave di ricerca scelta.

Ora...
Dove punta però l'assistenza. La consulenza, cioè.
Essenzialmente il bravo professionista deve realizzare e concretizzare tre obiettivi primari:
  1. Ottimizzare la spesa: in pratica fare in modo che alzando la qualità delle parole chiave, si ottenga un costo per clic più basso rispetto alla precedente gestione;
  2. Aumento delle conversioni: la conversione è il raggiungimento di un obiettivo prefissato. La campagna deve quindi aumentare le conversioni, quando ottimizzata;
  3. Analisi scrupolosa delle statistiche: è infatti questo che determina il più concreto raggiungimento dei punti 1 e 2. Conoscendo - e analizzando - il percorso degli utenti sul sito, cioè leggendo i dati, si devono (attenzione, non uso la parola possono, ma DEVONO) raggiungere dati migliori.
Questo è ciò che dovete chiedere al vostro consulente AdWords.

Blubit in che modo può essere ritenuto un partner affidabile.
Prima di tutto è PARTNER CERTIFICATO GOOGLE ADWORDS. E inoltre Andrea Testa, che vi scrive, è uno dei tre TOP CONTRIBUTOR del Google AdWords Forum, rappresentando quindi l'unica agenzia italiana invitata a partecipare agli AdWords Breakout Session 1 e 2 del summit mondiale dei TC Google, tenutosi a Mountain View (California - sede centrale di Google) il 13 e 14 settembre 2011, dove erano presenti soltanto 35 TC al mondo.

Questo è il punto. Questa è una scelta vincente.

Andrea Testa

martedì 6 settembre 2011

Presentazione per TC Summit Google 2011

Rimettiamo per completezza il testo in italiano del video di presentazione di Andrea Testa, per il Summit dei Top Contributor AdWords che si terrà dal 12 settembre a Mountain View California, presso la sede di Google.


"Rappresentando e lavorando per un'agenzia, la mia posizione di Top Contributor nel forum di Google AdWords deve necessariamente essere monetizzata.
Questo non significa rispondere col conta chilometri acceso per cercare di risparmiare benzina… tutt'altro… proprio perché non solo ne va della mia faccia, ma anche di quella dell'azienda che rappresento, è necessario cercare di soddisfare sempre tutte le domande che vengono poste sul forum.
Partecipare come "contributor" è come fare da game-master in un gioco di ruolo. Sai bene che le domande, pur nella loro somiglianza, necessitano di risposte costruite a seconda del livello dell'utente che le posta… Personalmente quindi, mi piace dare risposta diretta a domanda specifica… riservando eventuali digressioni o approfondimenti complessi o costruttivi, ad utenti di livello superiore. Questo non vuol dire offrire talvolta risposte incomplete, ma solo cercare di mettere a proprio agio gli utenti in base alla familiarità che essi hanno sia col prodotto, che con la community.

Come azienda invece, al di là della speranza di fornire risposte affidabili aumentando la credibilità del brand, è anche un modo per mostrare ai propri clienti, ma anche a potenziali nuovi clienti, che l'azienda è presente e sicura del prodotto che offre. Questo non solo fidelizza mostrando affidabilità e competenza… ma è anche un ottimo veicolo di conversione… di fatto gli stai dicendo: "Ehi! Sono qui!"."

Il video è visibile a questo indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=8fZ-Og_Syvw.

giovedì 28 luglio 2011

Come cambia il SEO (?)

Piccole considerazioni su un servizio da sempre basato su fatti poco concreti.
Sappiamo in pratica che l'obiettivo del SEO è la visibilità... con una spasmodica corsa alla prima pagina. I dati che poi emergono dalle statistiche sono però poco consolatori a livello di riscontro effettivo di pubblico che "visto" l'annuncio... e non letto... poi entra nel sito.

Alla base dell'indicizzazione... a meno che non si imposti una campagna di branding, c'è ovviamente la necessità di trasportare traffico sul sito.
Ed il dato comodo per analizzare questo numero è quello che comunemente si chiama CTR, cioè "click through rate". Semplicemente la percentuale di click che si ottengono ogni 100 visualizzazioni.

Capiamo il termine "visualizzazioni". Si intende il numero di volte che il sito appare nel SERP (nei risultati di ricerca) in seguito ad una combinazione di chiavi.

La nota dolente... quando vendono (vendiamo) il SEO, è che i dati dicono che in molti casi essere in basso in prima pagina, non è meglio - in termini di click - di essere in pagine molto più lontane.
Spesso è meglio una prima posizione in seconda pagina, ad una 9° in prima.

Fatta questa premessa arrivo al sodo.
Oggi i motori, soprattutto il motore, cioè Google, tendono a comprendere i gusti dell'utente (vedi ad esempio MI SENTO FORTUNATO), offrendo visualizzazioni "intelligenti" e calibrate dei risultati.
La stessa introduzione delle condivisioni dei link, o Google +, cercano di veicolare il traffico verso lidi sicuri, già visitati da utenti conosciuti e quindi a fidelizzazione più alta.
Questo è molto probabile che vada a variare enormemente la visualizzazione dei risultati, che già oggi - a seconda del tipo di ricerca impostata, non mostra più solo gli organici e gli sponsorizzati, ma anche le mappe e YouTube (video).

In pratica in una pagina di risultati abbiamo già due aiuti... il primo è la mappa geolocalizzata rispetto alla posizione dell'utente che cerca.
L'altra il "+" che deriva da annotazioni amiche.

Detto questo... sarà più facile vendere il SEO?
Si... se viene spiegato bene ed in modo corretto. Sono da sempre un sostenitore della REALTA'... cosa che a volte mi fa perdere clienti che non apprezzano di sentirsi dire "butti via soldi"... ma poi... tornano sempre... dopo qualche tempo... (sorrido)

Andrea Testa

sabato 2 luglio 2011

ROPO, cos'è e come funziona

ROPO (Research Online Purchase Offline) è probabilmente la meno utilizzata statistica di ricerca. Eppure il ROPO è essenziale nell'ambito di analisi di un sito web. Attraverso l'analisi delle chiavi e categorie di ricerca, è infatti possibile interpretare le tendenze di acquisto di un utente che cercando online, acquista poi offline.

Un'antica "bestia nera" nelle analisi di marketing, o meglio di web marketing, è proprio quella di estrapolare il ROI (Return on Investment) in base al raggiungimento di obiettivi o conversioni che avvengono fuori dal sito, ma grazie al sito.

Di fatto… l'utente entra su sito; da sito contatta l'azienda.
Abbiamo fondamentalmente 4 scenari:
a) il cliente compila una form: sicuramente il contatto perviene dal sito web
b) il cliente contatta tramite e-mail: il contatto è riconducibile a qualsiasi vettore pubblicitario nel quale sia presente la mail… potenzialmente anche un semplice biglietto da visita
c) un contatto telefonico: difficile da interpretare, se in fase di telefonata, l'operatore non chiede esplicitamente come l'utente sia venuto a conoscenza del recapito
d) la visita in negozio o presso punto vendita: spesso impossibile da sapere… soprattutto se il negozio in quel momento è pieno e c'è poco dialogo col cliente

Personalmente quando contatto un'azienda dico sempre - per deformazione professionale - in che modo l'ho trovata… ma questa non è l'abitudine comune.

Resta il fatto che a fronte di un investimento di TOT euro, il nostro cliente potrebbe non comprende l'effettiva efficacia della portante sito web.
Il rischio è che il cliente sia troppo "innamorato" dei tradizionali canoni di contatto, per comprendere che in realtà è proprio il sito che ha prodotto il risultato.

Ecco perché il ROPO ci aiuta.
Attraverso i numeri del ROPO, è infatti possibile creare una percentuale statistica sulla base dell'analisi di comportamento del percorso di un utente sul web.

Adesso semplifico per esigenze di sintesi:
Stabilito che - ad esempio - il 60% di chi compra il prodotto PIPPO offline, ha prima cercato informazioni sullo stesso prodotto online, e che di questo 60, il 70% (nb sono dati assolutamente ipotetici) ha cercato le informazioni direttamente su un sito web, ci consente di tracciare con un valore aggiuntivo le visite al nostro sito.

Il ROPO diventa però anche un elemento che può portare dati in chiave negativa.
Perché ovviamente con l'analisi dei dati, il rischio è che poi si arrivi a pensare (ma attenzione… potrebbe anche portare a CAPIRE) che il sito web produce meno contatti di quelli che tradizionalmente - numeri ROPO alla mano, i competitor ricevono.

Ma vediamo come intrecciare l'analisi dati.
Stabilito l'uso che un utente fa del sito web per recuperare informazioni, consente di comprendere ancora più efficacemente e solidamente i dati statistici.
Tempo su sito, pagine per visita, pagine di uscita, frequenza di rimbalzo, grazie al ROPO acquistano un nuovo valore, anzi meglio, una nuova variabile.

Insomma… pur rendendomi conto, che la mia disamina può sembrare sconclusionata ed incompleta, ad un occhio attento fornirà delle basi sulle quali poter costruire un'efficace analisi del funzionamento del sito web. Sia per quanto produce online… sia per quanto (in modo più nascosto, ma ora meno buio) produce offline.

Andrea Testa - SEO Blubit